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La comunità degli autori e dei lettori liberi
28 March
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“Bye bye book?”: poco self e molto social

(Photo credit: Carlo Ghilli)

Giornata campale, quella di sabato scorso alla Biblioteca Fucini di Empoli. Tre mesi di fatica culminati in un evento che possiamo senz’altro definire più che riuscito, se solo guardiamo ai numeri: quasi 200 partecipanti presenti, 250 persone connesse alla diretta video su Byebyebook.it, altrettante visualizzazioni, in sole ventiquattr’ore, ai tre Storify diligentemente redatti da Marta Traverso, che ben riassumono l’interazione tra i relatori presenti e chi seguiva via Twitter. Nessun ferito, al massimo un po’ di mal di testa per il poco sonno delle notti precedenti.

Provo a sciogliere alcuni nodi e a sottolineare alcuni punti emersi in maniera cristallina dalla giornata di studi.

1) La questione del nome

A qualcuno non è piaciuto il titolo della conferenza: accettiamo la critica, e per questo è giusto spiegarne le origini e le ragioni. “Bye bye book” nasce come battuta durante una delle prime riunioni organizzative tra la Biblioteca Fucini e noi del Self-publishing Lab: tutti ne percepiscono immediatamente la carica provocatoria, tant’è che si concorda di aggiungere il punto interrogativo proprio per sottolineare il fatto che non si tratta certo di un’affermazione perentoria o peggio di una funesta previsione, ma di uno stimolo alla discussione. Del resto, è proprio la nozione di libro che sta al centro della riflessione collettiva di tutti i relatori; se tale nozione evolve, questo non può che influenzare tutte le fasi e i processi relativi alla produzione e diffusione dell’oggetto-libro: dalle pratiche di scrittura al concetto di autore, dalle modalità di lettura digitale a quelle di prestito bibliotecario, dalle forme dell’autopubblicazione ai suoi risvolti legali.

28 February
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A chi interessa il self-publishing?

Guardando la lista (ancora provvisoria) di iscritti a Bye bye book? - il primo evento italiano interamente dedicato al self-publishing, che il Self-publishing Lab ha organizzato insieme alla Biblioteca comunale Renato Fucini di Empoli – possiamo cominciare a fare alcune riflessioni su quello che è il pubblico interessato all’ancóra misterioso mondo dell’autopubblicazione.

Dei quasi 150 iscritti, una buona maggioranza è composta da personale del mondo delle biblioteche; questo si spiega facilmente considerando che è stata proprio una biblioteca (e una di quelle più all’avanguardia sul fronte digitale) a promuovere l’evento. Insieme ai bibliotecari, il grosso degli iscritti si divide equamente in due gruppi: soggetti che lavorano presso enti pubblici (province e comuni) e università (docenti e personale tecnico-amministrativo) da un lato, e scrittori (più o meno esordienti) e blogger dall’altro.

Soffermiamoci su questi ultimi: si tratta di individui che, in un modo o nell’altro, fanno della scrittura una passione, e alcuni ne guadagnano anche da vivere (magari come secondo lavoro, è dato immaginare…). Qualcuno ha anche già autopubblicato delle opere. Qualcun altro avrà il classico romanzo nel cassetto (anche se sarebbe meglio dire “nell’hard disk”). L’interesse che hanno dimostrato nei confronti di Bye bye book? è comprensibile e non necessita ulteriori spiegazioni.

Il dato rilevante, tuttavia, è un altro. A interessarsi di self-publishing non ci sono solo o prevalentemente quell’esercito di pseudoautori (cit.), quelle falangi di narcisi danarosi disposti a spendere cifre consistenti pur di essere pubblicati, quelle orde di dilettanti-perché-non-passati-attraverso-il-filtro-editoriale di cui tanto orrore sembrano avere alcuni intellettuali nostrani. A interessarsi di self-publishing ci sono anche – e in misura maggiore – esponenti di quello che sinteticamente potremmo chiamare “settore pubblico”.

Perché?

14 February
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Bye bye Book? – Il primo evento italiano sul self-publishing

Il prossimo 24 marzo avrà luogo, nella Biblioteca comunale Renato Fucini di Empoli, una giornata di studi sul self-publishing e l’editoria digitale: si tratta del primo evento italiano che mette al centro dei suoi interessi l’autopubblicazione come pratica di liberazione, come costruzione di una nuova socialità tra autori, lettori, editori e istituzioni pubbliche.

Molti altri eventi, sia locali che nazionali e internazionali, si sono occupati e continuano a occuparsi in gran dettaglio e con rigore delle possibilità che le tecnologie digitali applicate all’editoria mettono a disposizione: dall’Ebook Lab di Rimini a IfBookThen, dal Salone del Libro di Torino a Più Libri Più Liberi, passando per LibrInnovando, che il prossimo aprile celebra la sua quarta edizione. In molte di queste occasioni, soprattutto le più recenti, il self-publishing è stato citato e analizzato, tuttavia è sempre stato considerato come un fenomeno laterale: una spina nel fianco dell’editoria tradizionale, per gli apocalittici; un esercizio di vanità, per l’establishment intellettuale; una miniera di polli da spennare per alcune tipografie che si nascondono dietro un linguaggio ambiguo e truffaldino.

Ma mai, sinora, vi era stata un’occasione di approfondimento, di chiarimento, di diffusione di conoscenze e strumenti intorno al self-publishing. Ecco perché abbiamo voluto organizzare Bye bye Book? - con quel punto interrogativo volutamente provocatorio. E lo abbiamo fatto insieme e grazie a un’istituzione pubblica come la Bibilioteca comunale di Empoli “Renato Fucini”, una delle realtà più avanzate in fatto di diffusione e divulgazione della cultura digitale.


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