[2013] Stessa spiaggia stesso mare?
[Grazie a Sara Valla per la foto]
È finito da pochi giorni il primo workshop italiano sul self-publishing in riva al mare.
L’evento è stato straordinario tanto che a un certo punto qualcuno ha detto di chi c’era: “ma sembra che siano tutti amici fra loro!”. Questo è il feeling che si respirava venerdì a Marina Romea al Boca Barranca. Ma non erano amici quelli che si sono incontrati quel giorno. Erano persone animate da una passione condivisa che si sono riconosciute nello scambio di competenze. Non solo quelle dei relatori, ma anche di ognuno dei partecipanti. Quando accade questo le persone costruiscono qualcosa di molto simile a un pozzo.
Un pozzo a cui attingere e restituire le conoscenze e le passioni che ci attraversano. Un pozzo come quello che ancora anima la prima comunità virtuale fondata su Internet nel 1985: THE WELL. Un pozzo che non è virtuale per niente e che vede la sua essenza descritta perfettamente da Piotr Kowalczy ospite d’onore della giornata:
I loved the idea of organizing self-publishing event on the beach, since I first heard about, last year, during EbookLab Italia. There is something about self-publishing, which perfectly fits into the feeling of relaxation and enjoyment. Since you decide to self-publish the book you wrote, it gives you confidence of being in control. There is no pressure except the one you put yourself. Stress is replaced by excitement. And you can be only as good, as much excitement you are able to share with the others.
Il testo integrale del suo articolo si trova qui (incluse le sue slide, le altre arriveranno presto).
Sogni o bilanci?
Dopo un’esperienza come questa è anche fin troppo facile fare bilanci. Invece noi ci chiediamo se l’anno prossimo sarà possibile rifarlo. Nello stesso posto, ma anche con quelli che non c’erano: con gli australiani, gli americani, gli europei, gli indiani ecc. ecc.. I selfpublisher sono sparsi in tutto il mondo e conoscono bene gli strumenti che la tecnologia mette loro a disposizione per comunicare, ma qualche volta c’è bisogna di qualcosa che non passa attraverso Internet per costruire una comunità. Questo “qualcosa” è passato da Marina Romea venerdi 15. Ripasserà, forse, nel 2013. Dipende da noi. Se saremo capaci di cavalcare i nostri sogni. Il 2013 sarà l’anno dopo la fine del mondo e, a occhio, sarà un bell’anno. Dipende da noi. As usual.






